Noi vediamo nelle sante scritture, che ogni volta che ci è profetizzata la grazia che ci deve giungere, quasi sempre il Salvatore degli uomini vi appare insieme alla sua santissima Madre

Maria è oggetto del pensiero di Elia, che vede la piccola nube che sale dal mare
(San Pio X, Lett. Enc. Ad diem illum laetissimum, 2 febbraio 1904)


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pagine viste dal 21 novembre 2004A.M.D.G.

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spernere mundum, spernere seipsum,
spernere nullum, spernere sperni
(S. Filippo Neri)


Questi esercizi sono composti secondo quanto proposto dal Servo di Dio P. Giuseppe Ignazio Franchi d'O., nel suo libro "Dell'amore al proprio disprezzo". Si tratta di una meditazione composta da un'invocazione allo Spirito Santo, da una considerazione di che cosa meritiamo o non meritiamo in quanto veremente degni di disprezzo, da una considerazione sui mezzi per ottenere l'amore al disprezzo, da una preghiera conclusiva e da un colloquio con il Signore o la Madonna ("Il colloquio deve essere spontaneo, come quando un amico parla all'amico, o un servitore parla al suo padrone, ora chiedendo un favore, ora accusandosi di una colpa, ora manifestando un suo problema e chiedendo consiglio" S.Ignazio, Esercizi Spirituali n. 54). Se pensi di non meritare il più assoluto disprezzo, leggi qui.

31° esercizio sull'amore al proprio disprezzo:

CHI È DEGNO DI DISPREZZO MERITA CHE CHI AVEVA COMMISSIONE DI DARGLI DELLA ROBA, NULLA ESEGUA A SUO VANTAGGIO

1 - Ave Maria... e preghiera allo Spirito Santo


O rex Gloriae
Domine virtutum
Ne derelinquas nos orphanos;
Sed mitte promissum Patris
In nos Spiritum veritatis

O Lux beatissima
Reple cordis intima
Tuorum fidelium

2 - Primi punti della meditazione: che cosa io merito e che cosa io non merito

Chi è degno di disprezzo merita che chi aveva commissione di dargli della roba, nulla esegua a suo vantaggio, e piuttosto dia ciò che era destinato e spedito a lui a quelli che non sono bisognosi di cosa alcuna; e impieghi l'opera sua in tutt'altro fuorché verso di lui.

3 - Secondi punti della meditazione: mezzi per ottenere l'amore del proprio disprezzo

Staremo bene attenti a far buon uso ancora dei disprezzi, che direttamente cadono sulle persone a noi in qualche maniera legate, e sulle nostre comunità, per considerarli e farli come nostri, non solo perché sono questi pure da noi meritati, ma ancora per il rapporto e l'unione che abbiamo con essi, accettando volentieri d'entrare a parte delle loro reprimende, e di essere umiliati e disprezzati con essi. Perciò sarà anche bene persuadersi, secondo il costume dei veri umili, che tali persone e comunità a noi spettanti, e da noi molto amate, soffrono forse, o senza forse, innocentemente per parte loro e sono travagliate per la sola congiunzione che hanno con noi, e che il merito nostro del disprezzo è così vasto ed ampio, fino a ridondare e straboccare in esse, come cose nostre, per una certa esuberanza ed eccesso, consapevoli che le conseguenze dei nostri peccati ricadono anche sul nostro prossimo.

4 - preghiera conclusiva

Altissime Deus, qui de excelso abitaculo tuo humilia respicis, et alta a longe cognoscis, in nomine dilecti Filii Tui Jesu, infunde cordibis nostris spiritum verae umilitatis, suique contemptus amorem, ut omni prorsus eliminata superbia, ac radicitus evulsa, eundem Unigenitum tuum, pro nobis usque ad mortem Crucis humiliatum, et opprobrium hominum factum, imitantes in terris, exaltari cum ipso meremur in coelis in saecula saeculorum. Amen

O Dio altissmo, che dalla tua sublime dimora poni lo sguardo sugli umili per favorirli e per innalzarli, nel nome del tuo diletto figlio Gesù, infondi nei nostri cuori lo spirito della vera umiltà e l'amore al proprio disprezzo; in modo che, bandita interamente da noi e divelta sin dalle radici tutta la superbia, imitando in terra lo stesso tuo Unigenito, umiliato per noi sino alla morte infame di croce, e fatto l'obbrobrio degli uomini, ci rendiamo degni di essere esaltati con lui per sempre nel cielo. Amen

5 - colloquio


Maria, Madre dell'umiltà, prega per noi

altro esercizio sull'amore al disprezzo

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