Benedetto XVI - Discours au Corps Diplomatique - 08-01-2009
Le discriminazioni e i gravissimi attacchi di cui sono stato vittime, l’anno scorso, migliaia di cristiani, mostrano come non sia soltanto la povertà materiale, ma anche la povertà morale a nuocere alla pace. E’ nella povertà morale, infatti, che simili abusi affondano le loro radici. Riaffermando l’alto contributo che le religioni possono dare alla lotta contro la povertà e alla costruzione della pace, vorrei ripetere in questa assemblea che, idealmente, rappresenta tutte le nazioni del mondo: il cristianesimo è una religione di libertà e di pace ed è al servizio del vero bene dell’umanità. Ai nostri fratelli e alle nostre sorelle vittime della violenza, specialmente in Iraq e in India, rinnovo l’assicurazione del mio paterno affetto; alle autorità civili e politiche, domando insistentemente di adoperarsi con energia per mettere fine all’intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani, di far sì che siano riparati i danni provocati, in particolare ai luoghi di culto e alle proprietà; e di incoraggiare con ogni mezzo il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio e di disprezzo.
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