admin — 09-03-2009

Benedetto XVI - Angelus del 08-03-2009

Mi preme sottolineare che la Trasfigurazione di Gesù è stata sostanzialmente un’esperienza di preghiera (cfr Lc 9,28-29). La preghiera, infatti, raggiunge il suo culmine, e perciò diventa fonte di luce interiore, quando lo spirito dell’uomo aderisce a quello di Dio e le loro volontà si fondono quasi a formare un tutt’uno. Quando Gesù salì sul monte, si immerse nella contemplazione del disegno d’amore del Padre, che l’aveva mandato nel mondo per salvare l’umanità. Accanto a Gesù apparvero Elia e Mosè, a significare che le Sacre Scritture erano concordi nell’annunciare il mistero della sua Pasqua, che cioè il Cristo doveva soffrire e morire per entrare nella sua gloria (cfr Lc 24,26.46). In quel momento Gesù vide profilarsi davanti a sé la Croce, l’estremo sacrificio necessario per liberare noi dal dominio del peccato e della morte. E nel suo cuore, ancora una volta, ripeté il suo “Amen”. Disse sì, eccomi, sia fatta, o Padre, la tua volontà d’amore. E, come era accaduto dopo il Battesimo nel Giordano, vennero dal Cielo i segni del compiacimento di Dio Padre: la luce, che trasfigurò il Cristo, e la voce che lo proclamò “il Figlio amato” (Mc 9,7)

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Le parole del Santo Padre
admin — 07-03-2009

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola - V esercizio

[65] QUINTO ESERCIZIO: MEDITAZIONE SULL’INFERNO. DOPO UNA PREGHIERA PREPARATORIA E DUE PRELUDI, COMPRENDE CINQUE PUNTI E UN COLLOQUIO.

La preghiera preparatoria è la solita.

Il primo preludio è la composizione: qui consiste nel vedere con l’immaginazione l’inferno in tutta la sua lunghezza, larghezza e profondità.

Il secondo preludio consiste nel domandare quello che voglio: qui sarà chiedere un’intima conoscenza della pena che soffrono i dannati; così, se per le mie colpe dovessi dimenticarmi dell’amore dell’eterno Signore, almeno il timore delle pene mi aiuti a non cadere in peccato.

[66] Primo punto: vedo con l’immaginazione le grandi fiamme dell’inferno e le anime come in corpi incandescenti.

[67] Secondo punto: ascolto con le orecchie i pianti, le urla, le grida, le bestemmie contro nostro Signore e contro tutti i santi.

[68] Terzo punto: odoro con l’olfatto il fumo, lo zolfo, il fetore e il putridume.

[69] Quarto punto: assaporo con il gusto cose amare, come le lacrime, la tristezza e il rimorso della coscienza.

[70] Quinto punto: palpo con il tatto, come cioè quelle fiamme avvolgono e bruciano le anime.

[71] Colloquio. Facendo un colloquio con Cristo nostro Signore, richiamerò alla memoria le anime che sono all’inferno: alcune perché non credettero alla sua venuta; altre perché, pur credendoci, non agirono secondo i suoi comandamenti. Distinguerò tre categorie:

La prima, precedentemente alla sua venuta. La seconda, durante la sua vita.

La terza, dopo la sua vita in questo mondo.

Nel fare questo, lo ringrazierò perché non ha permesso che io fossi in nessuna delle tre categorie, mettendo fine alla mia vita; così pure perché fino ad ora ha sempre avuto per me tanta pietà e misericordia. Terminerò dicendo un Padre nostro.

Registrazione dei punti della meditazione, dettati da don Alfredo Morselli, parroco nella Diocesi di Bologna, durante un corso di Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio (secondo il metodo di P. Francesco di Paola Vallet CPCR), svoltisi a Serramazzoni – MO nell’estate 2008.

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Testo degli Esercizi Spirituali
Cosa hanno di particolare questi Esercizi?
admin — 01-03-2009

Benedetto XVI - Angelus del 1-3-2009

Cari fratelli e sorelle!

Oggi è la prima domenica di Quaresima, e il Vangelo, con lo stile sobrio e conciso di san Marco, ci introduce nel clima di questo tempo liturgico: “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana” (Mc 1,12). In Terra Santa, ad ovest del fiume Giordano e dell’oasi di Gerico, si trova il deserto di Giuda, che per valli pietrose, superando un dislivello di circa mille metri, sale fino a Gerusalemme. Dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni, Gesù si addentrò in quella solitudine condotto dallo stesso Spirito Santo, che si era posato su di Lui consacrandolo e rivelandolo quale Figlio di Dio. Nel deserto, luogo della prova, come mostra l’esperienza del popolo d’Israele, appare con viva drammaticità la realtà della kenosi, dello svuotamento di Cristo, che si è spogliato della forma di Dio (cfr Fil 2,6-7). Lui, che non ha peccato e non può peccare, si sottomette alla prova e perciò può compatire la nostra infermità (cfr Eb 4,15). Si lascia tentare da Satana, l’avversario, che fin dal principio si è opposto al disegno salvifico di Dio in favore degli uomini.

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Le parole del Santo Padre
admin — 27-02-2009

Papa Benedetto XVI e la liturgia

Conferenza del prof. Davide Ventura, tenuta a Bologna, presso la chiesa di S. Maria della Pietà, il 22-2-2009, in occasione del III anniversario dell’apertura della causa di beatificazione del Servo di Dio Tomas Josef M. Tyn O.P.

Sommario: Importanza e centralità della liturgia – Il valore del messale antico e il “Motu proprio” Summorum Pontificum – L’applicazione della riforma liturgica – La liturgia non è prodotto umano – Lo sviluppo organico della liturgia – L’abbandono della bellezza – “Actuosa participatio” – Il problema della lingua liturgica – Versus orientem – Unità nella diversità

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Testo della conferenza
admin — 25-02-2009

Benedetto XVI - Omelia per il Mercoledi delle Ceneri

... Particolarmente gradita in questo anno giubilare, commemorativo del bimillenario della nascita di san Paolo, ci giunge la parola della seconda Lettera ai Corinti: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (5,20). Questo invito dell’Apostolo suona come un ulteriore stimolo a prendere sul serio l’appello quaresimale alla conversione. Paolo ha sperimentato in maniera straordinaria la potenza della grazia di Dio, la grazia del Mistero pasquale di cui la stessa Quaresima vive …

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Le parole del Santo Padre
admin — 22-02-2009

Benedetto XVI - Angelus del 22-02-2009

...il peccato è una sorta di paralisi dello spirito da cui soltanto la potenza dell’amore misericordioso di Dio può liberarci, permettendoci di rialzarci e di riprendere il cammino sulla via del bene.

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Le parole del Santo Padre
admin — 21-02-2009

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola - III esercizio

[62] TERZO ESERCIZIO: RIPETIZIONE DEL PRIMO E DEL SECONDO ESERCIZIO CON TRE COLLOQUI.

Dopo la preghiera preparatoria e i due preludi, ripeto il primo e il secondo esercizio, fermando l’attenzione e trattenendomi più a lungo sui punti nei quali ho sentito maggior consolazione o desolazione o maggior sentimento spirituale. Dopo questo farò tre colloqui nel modo seguente.

[63]Il primo colloquio con nostra Signora, perché mi ottenga da suo Figlio tre grazie: la prima, che io acquisti un’intima conoscenza dei miei peccati e li detesti; la seconda, che io senta il disordine delle mie azioni, e così, detestandole, possa emendarmi e mettere ordine in me stesso; la terza, che io prenda conoscenza del mondo, e così, detestandolo, possa tenermi lontano dalle vanità terrene. Qui dirò un’Ave Maria.

Il secondo colloquio, nello stesso modo, con il Figlio, perché mi ottenga queste grazie dal Padre. Qui dirò la preghiera “Anima di Cristo”.

Il terzo colloquio, nello stesso modo, con il Padre, perché l’eterno Signore me le conceda. Qui dirò un Padre nostro.

Registrazione dell’istruzione, dettata da don Alfredo Morselli, parroco nella Diocesi di Bologna, durante un corso di Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio (secondo il metodo di P. Francesco di Paola Vallet CPCR), svoltisi a Serramazzoni – MO nell’estate 2008.

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Testo degli Esercizi Spirituali
Cosa hanno di diverso questi Esercizi?
admin — 18-02-2009

Benedetto XVI - Udienza generale del 18-02-2009

Cari fratelli e sorelle,

il Santo che oggi avviciniamo si chiama Beda e nacque nel Nord-Est dell’Inghilterra, esattamente in Northumbria, nell’anno 672/673. Egli stesso racconta che i suoi parenti, all’età di sette anni, lo affidarono all’abate del vicino monastero benedettino perché venisse educato: “In questo monastero – egli ricorda – da allora sono sempre vissuto, dedicandomi intensamente allo studio della Scrittura e, mentre osservavo la disciplina della Regola e il quotidiano impegno di cantare in chiesa, mi fu sempre dolce o imparare o insegnare o scrivere” (Historia eccl. Anglorum, V, 24).

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Testo dell'udienza
admin — 15-02-2009

Benedetto XVI - Angelus del 15-02-2009

Nel Sacramento della Penitenza Cristo crocifisso e risorto, mediante i suoi ministri, ci purifica con la sua misericordia infinita, ci restituisce alla comunione con il Padre celeste e con i fratelli, ci fa dono del suo amore, della sua gioia e della sua pace.
Cari fratelli e sorelle, invochiamo la Vergine Maria, che Dio ha preservato da ogni macchia di peccato, affinché ci aiuti ad evitare il peccato e a fare frequente ricorso al Sacramento della Confessione, il Sacramento del Perdono, che oggi va riscoperto ancor più nel suo valore e nella sua importanza per la nostra vita cristiana.

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Le parole del Santo Padre
admin — 14-02-2009

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola - Istruzione sull'esame di coscienza

[24] ESAME PARTICOLARE QUOTIDIANO: COMPRENDE TRE TEMPI E SI FA DUE VOLTE AL GIORNO.

Primo tempo. Al mattino, appena alzati, si deve fare il proposito di evitare con impegno quel peccato particolare o quel difetto da cui ci si vuole correggere ed emendare.

[25]Secondo tempo. Dopo il pranzo si chiede a Dio nostro Signore quello che si vuole, cioè la grazia di ricordare quante volte si è caduti in quel peccato particolare o in quel difetto, e la grazia di emendarsene per l’avvenire. Si fa poi il primo esame, chiedendo conto alla propria coscienza di quel punto particolare dal quale ci si vuole correggere ed emendare, passando in rassegna ora per ora, o periodo per periodo, da quando ci si è alzati fino al momento di questo esame. Sulla prima linea della g = si segnano tanti punti quante sono le volte che si è caduti in quel peccato particolare o in quel difetto, e si rinnova il proposito di emendarsene fino al secondo esame che si farà.

[26] Terzo tempo. Dopo la cena si fa il secondo esame allo stesso modo, di ora in ora, a partire dal primo esame fino a questo secondo. Sulla seconda linea della stessa g = si segnano tanti punti quante sono le volte che si è caduti in quel peccato particolare o in quel difetto.

[27] Seguono quattro addizioni per eliminare più facilmente quel peccato particolare o quel difetto.

Prima addizione. Ogni volta che si cade in quel peccato particolare o in quel difetto, si porti la mano al petto dolendosi di essere caduti; questo gesto si può fare anche in presenza di molti, senza che se ne accorgano.

[28] Seconda addizione. Dato che la prima linea della g = indica il primo esame e la seconda linea il secondo esame, alla sera si veda se c’è un miglioramento dalla prima linea alla seconda, cioè dal primo al secondo esame.

[29] Terza addizione. Si confronti il secondo giorno con il primo, cioè i due esami di questo giorno con i due esami del giorno precedente, e si veda se c’è stato un miglioramento da un giorno all’altro.

[30] Quarta addizione. Si confronti una settimana con l’altra, e si veda se in questa settimana c’è stato un miglioramento rispetto alla precedente.

[31] Nota. Si noti che nel grafico la prima G =, maiuscola, indica la domenica; la seconda, minuscola, il lunedì; la terza il martedì, e così di seguito.

Registrazione dell’istruzione, dettata da don Alfredo Morselli, parroco nella Diocesi di Bologna, durante un corso di Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio (secondo il metodo di P. Francesco di Paola Vallet CPCR), svoltisi a Serramazzoni – MO nell’estate 2008.

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Testo degli esercizi Spirituali
Pratica dell'esame di coscienza
admin — 11-02-2009

Benedetto XVI - Udienza generale del 11-02-2009

Cari fratelli e sorelle,

dopo venti catechesi dedicate all’Apostolo Paolo, vorrei riprendere oggi la presentazione dei grandi Scrittori della Chiesa di Oriente e di Occidente del tempo medioevale. E propongo la figura di Giovanni detto Climaco, traslitterazione latina del termine greco klímakos, che significa della scala (klímax). Si tratta del titolo della sua opera principale nella quale descrive la scalata della vita umana verso Dio…

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Testo dell'udienza
admin — 08-02-2009

Benedetto XVI - Angelus del 08-02-2009

Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che salva. Maria, salute degli infermi, preghi per noi!

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Le parole del Santo Padre

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