PREGHIAMO PER IL PAPA
DA SABATO
14 FEBBRAIO A DOMENICA 22 FEBBRAIO
GRANDE NOVENA INTERNAZIONALE DI PREGHIERA PER IL PAPA
(VEDI PAIX
LITURGIQUE)
Un Padre nostro, tra Ave Maria, un Gloria, seguiti dalla seguente
preghiera:
V. Oremus pro Pontifice
nostro Benedicto
R. Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non
tradat eum in animam inimicorum eius.
V. Tu es Petrus.
R. Et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam.
Orémus.
Omnípotens sempitérne Deus, miserére fámulo tuo Pontífici
nostro Benedícto : et dírige eum secúndum tuam cleméntiam
in viam salútis ætérnæ : ut, te donánte, tibi plácita
cúpiat, et tota virtúte perfíciat. Per Christum Dóminum
nostrum. R. Amen.
V. Preghiamo per il nostro Papa Benedetto.
R. Il Signore lo sostenga, lo faccia vivere beato sulla terra, non lo consegni
a ciò che hanno in mente i suoi nemici.
V. Tu sei Pietro
R. E su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Preghiamo.
Dio Onnipotente ed Eterno, abbi misericordia del tuo servo, il nostro Papa Benedetto:
e, nella tua bontà, guidalo sulla via della salvezza eterna, affinchè,
attraverso il dono della tua grazia, possa capire ciò che a te è gradito
e realizzarlo con tutta la sua forza. Per Cristo Nostro Signore.
Amen
Mater Ecclésiæ, ora pro nobis.
Sancte Petre, ora pro nobis.
IL SOGNO
DELLE DUE COLONNE

Tra i sogni di Don Bosco,
uno dei più noti è quello conosciuto con il titolo di Sogno delle due
colonne. Lo raccontò la sera del 30 maggio 1862.
«Figuratevi - disse - di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra
uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. In tutta quella
vasta superficie di acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a
battaglia, con le prore terminate a rostro di ferro acuto a mo' di strale. Queste
navi sono armate di cannoni e cariche di fucili, di armi di ogni genere, di materie
incendiarie e anche di libri. Esse si avanzano contro una nave molto più grande
e alta di tutte, tentando di urtarla con il rostro, di incendiarla e di farle ogni
guasto possibile.
A quella maestosa nave, arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle che
da lei ricevono ordini ed eseguiscono evoluzioni per difendersi dalla flotta avversaria.
Ma il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici.
In mezzo all'immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne,
altissime, poco distanti l'una dall'altra. Sopra di una vi è la statua della
Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: "AUXILIUM
CHRISTIANORUM" (AIUTO DEI CRISTIANI); sull'altra, che è molto più
alta e grossa, sta un'OSTIA di grandezza proporzionata alla colonna, e sotto un altro
cartello con le parole: "SALUS CREDENTIUM" (SALVEZZA DEI CREDENTI).
Il comandante supremo della grande nave, che è il Romano Pontefice, vedendo
il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, convoca
intorno a sé i piloti delle navi secondarie per tenere consiglio e decidere
sul da farsi. Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso,
ma infuriando sempre più la tempesta, sono rimandati a governare le proprie
navi.
Fattasi un po' di bonaccia, il Papa raduna intorno a sé i piloti per la seconda
volta, mentre la nave capitana segue il suo corso. Ma la burrasca ritorna spaventosa.
Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portare la nave in mezzo
a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte
àncore e grossi ganci attaccati a catene.
Le navi nemiche tentano di assalirla e farla sommergere: le une con gli scritti,
con i libri, con materie incendiarie, che cercano di gettare a bordo; le altre con
i cannoni, con i fucili, con i rostri. Il combattimento si fa sempre più accanito;
ma inutili riescono i loro sforzi: la grande nave procede sicura e franca nel suo
cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta nei suoi fianchi
larga e profonda fessura, ma subito spira un soffio dalle due colonne e le falle
si richiudono e i fori si otturano.
Frattanto i cannoni degli assalitori scoppiano, i fucili e ogni altra arma si spezzano,
molte navi si sconquassano e si sprofondano nel mare. Allora i nemici, furibondi,
prendono a combattere ad armi corte: con le mani, con i pugni e con le bestemmie.
A un tratto il Papa, colpito gravemente, cade. Subito è soccorso, ma cade
una seconda volta e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici;
sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio.
Senonché, appena morto il Papa, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti
radunati lo hanno eletto così rapidamente che la notizia della morte del Papa
giunge con la notizia della elezione del suo successore. Gli avversari cominciano
a perdersi di coraggio.
Il nuovo Papa, superando ogni ostacolo, guida la nave in mezzo alle due colonne,
quindi con una catenella che pende dalla prora la lega a un'àncora della colonna
su cui sta l'Ostia, e con un'altra catenella che pende a poppa la lega dalla parte
opposta a un'altra àncora che pende dalla colonna su cui è collocata
la Vergine Immacolata.
Allora succede un gran rivolgimento: tutte le navi nemiche fuggono, si disperdono,
si urtano, si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le
altre, mentre le navi che hanno combattuto valorosamente con il Papa, vengono anch'esse
a legarsi alle due colonne. Nel mare ora regna una grande calma».
A questo punto Don Bosco interroga Don Rua:
-Che cosa pensi di questo sogno?
Don Rua risponde:
-Mi pare che la nave del Papa sia la Chiesa, le navi gli uomini, il mare il mondo.
Quelli che difendono la grande nave sono i buoni, affezionati alla Chiesa; gli altri,
i suoi nemici che la combattono con ogni sorta di armi. Le due colonne di salvezza
mi sembra che siano la devozione a Maria SS. e al SS. Sacramento dell'Eucaristia.
-Hai detto bene -commenta Don Bosco-; bisogna soltanto correggere una espressione.
Le navi dei nemici sono le persecuzioni. Si preparano gravissimi travagli per la
Chiesa. Quello che finora fu, è quasi nulla rispetto a quello che deve accadere.
Due soli mezzi restano per salvarsi fra tanto scompiglio: Devozione a Maria SS.,
frequente Comunione (M.B. VII,169).
Testo tratto
da PIETRO ZERBINO (a.c. di), I sogni di Don Bosco, Leumann: LDC, 1995/2a ristampa,
pp 53-55.
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